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07/02/2017 - fonte: Ufficio Stampa ULSS 4

Avviata la dimissione ospedaliera protetta

Prende avvio dal mese di febbraio, in forma sperimentale, la nuova modalità di dimissione ospedaliera “protetta” per persone anziane fragili che non possono essere riaccolte da subito adeguatamente al proprio domicilio, mediante l’ausilio di posti letto extraospedalieri dedicati a ricoveri temporanei.


I posti letto sono stati individuati nel Centri di servizi per anziani non autosufficienti a gestione pubblica, attivi nelle sedi dei presidi ospedalieri: le IPAB Monumento ai Caduti in Guerra di San Donà di Piave e Opera Pia Francescon di Portogruaro.

Il progetto è coordinato dalla direzione dei servizi sociali con la Centrale Operativa Territoriale, le direzioni dell’ospedaliere e i direttori delle medicine dei presidi ospedalieri.

“Obiettivo di questo progetto – argomenta il direttore dei Servizi Socio-Sanitari, Mauro Filippi -  è garantire all’anziano fragile un adeguato passaggio dalla struttura ospedaliera al territorio senza soluzione di continuità. Allo stesso tempo si evita alla persona una permanenza inappropriata in ambito ospedaliero e si sostiene la famiglia nella riorganizzazione del contesto familiare per il raccoglimento a domicilio dei propri cari”.

Fondamentale il contributo dei Centri Servizio Residenziali, che operano in sinergia con l’Ulss 4, tale approccio contribuisce inoltre a un utilizzo efficiente dei posti letto ospedalieri, soprattutto in un momento stagionale particolare che registra un numero eccezionale di ricoveri  legati all’influenza.

I Centri di Servizio Residenziali dovranno operare al fine di assicurare ai pazienti dimessi dall’ospedale non solo l’assistenza di mantenimento, ma anche perseguire obiettivi di riattivazione funzionale volti al rientro della persona nel nucleo familiare entro l’arco temporale di 2-4 settimane. Per altre informazioni chiedere ai primari del reparto ospedaliero di degenza.

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