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22/08/2012 - fonte: Ufficio Stampa ULSS 10

Sorveglianza e lotta ai vettori di West Nile

Nel corso dell’estate 2010 sono stati segnalati i primi casi di malattia da virus West Nile in cittadini residenti nei Comuni dell’ULSS 10, senza storia recente di soggiorno all’estero in aree endemiche.
La diagnosi di malattia nell’uomo, associata al riscontro del virus West Nile nel cavallo e nella zanzara dei genere Culex (largamente diffusa sa in questo territorio), depongono per una trasmissione locale dell’infezione. Il rischio infettivo per la popolazione si riduce se viene garantita la lotta ai vettori sia nella forma larvicida che adulticida e se si adottano comportamenti atti ad evitare la puntura della zanzara.


La trasmissione della West Nile

Il virus West Nile isolato in Uganda nel 1937 è in grado di infettare l’uomo e diverse specie animali e negli ultimi decenni si è propagato in tutto il mondo interessando anche questa zona di territorio italiano. La trasmissione del virus avviene principalmente attraverso la puntura delle zanzare del genere Culex che a loro volta si infettano pungendo gli uccelli, che rappresentano il serbatoio virale. Altre modalità di trasmissione meno frequenti del virus all’uomo sono rappresentate dalle trasfusioni di sangue, trapianti d’organo e allattamento al seno.

Gli effetti sulla persona

Nella maggior parte delle persone infettate non compare alcun sintomo di malattia mentre, in circa il 20% dei casi, dopo alcuni giorni, compare la febbre accompagnata da mal di testa, dolori muscolari e inappetenza per una durata di 3-6 giorni. In questi casi, anche se non frequentemente, il virus può provocare una congiuntivite o una eruzione cutanea localizzata al volto e al tronco con interessamento ghiandolare linfonodale della durata di 1 settimana.

Nei casi di malattia la complicanza più grave è rappresentata dal coinvolgimento del sistema nervoso con quadri di meningite, encefalite o mielite che si verificano in circa l'1% dei malati ed interessano soprattutto le persone di età superiore a 60 anni, provocandone la morte in circa il 10% dei casi.

Diagnosi neuro-invasiva da West Nile

Qualunque persona con febbre superiore a 38.5°C e con manifestazioni neurologiche di tipo encefalite, meningite a liquor limpido o poliradicoloneurite o paralisi flaccida acuta con associato almeno uno dei seguenti criteri di laboratorio:

  • isolamento del virus WN nel sangue o liquor;
  • presenza di anticorpi IgM nel liquor;
  • PCR positiva per virus WN nel sangue o liquido cefalo-rachidiano;
  • identificazione di un titolo elevato di anticorpi lgM e IgG contro il virus, confermati con un test di neutralizzazione.

Come per la maggior parte delle malattie virali, non esistono terapie per la cura dei casi di malattia da West Nile e non è disponibile un vaccino per la prevenzione vaccinale nell’uomo.

La notifica di questa malattie infettiva da parte del medico che fa la diagnosi è obbligatoria e va fatta entro 24 ore, per fax o altro mezzo, al Servizio Igiene e Sanità Pubblica dell’ULSS (telefono 0421-227887 o 396714).

Sorveglianza dell’infezione da West Nile

La sorveglianza dell’infezione da West Nile si pone l’obiettivo di stimare la dimensione della circolazione virale e l’andamento epidemiologico dell’infezione, permettendo la diagnosi precoce dei casi di malattia. Il sistema di sorveglianza prevede la ricerca del virus nei donatori di sangue e nelle persone particolarmente esposte all’infezione, come gli addetti ai maneggi ed i lavoratori degli allevamenti di cavalli dove si sono verificati casi autoctoni di malattia negli animali, ma anche la ricerca virale in pool di zanzare del genere Culex.

Come prevenire l’infezione

Attuare le seguenti misure ambientali
per contrastare la proliferazione delle zanzare la diffusione del virus:

  • evitare la formazione di raccolte d’acqua stagnante che costituiscono i luoghi di moltiplicazione degli insetti;
  • eseguire una costante lotta alle larve di zanzare utilizzando i prodotti larvicidi disponibili sia sul suolo pubblico che di proprietà;
  • eseguire periodici interventi di lotta adulticida per ridurre il grado di infestazione nei luoghi densamente abitati.

Gli interventi di disinfestazione contro le larve dell’insetto sono da privilegiare rispetto a quelli contro l’insetto adulto, devono essere eseguiti con prodotti larvicidi ogni 10 giorni e devono riguardare tutte le raccolte d’acqua stagnante dove la zanzare depone le uova.

Misure comportamentali. Consistono nell’utilizzo di insettorepellenti sulle parti scoperte del corpo ad eccezione delle zone peri oculari e della bocca, di zampironi per evitare la puntura della zanzara, l’impiego di zanzariere alle finestre.

Il protocollo regionale di sorveglianza

Il protocollo regionale del Veneto del luglio 2010, riguardante la sorveglianza e la lotta al vettore di West Nile, prevede la partecipazione attiva dei Comuni che hanno il compito di far eseguire la disinfestazione contro le zanzare nei luoghi pubblici e dei privati cittadini che devono eseguire gli interventi sui luoghi di proprietà, associati a campagne informative per sensibilizzare la popolazione. Per ulteriori informazioni riguardanti la lotta larvicida e adulticida possono essere richieste al Servizio Igiene e Sanità Pubblica dell’ULSS10:

a San Donà di Piave
Telefono: 0421 228176
Email: sisp.sandona@ulss10.veneto.it

a Portogruaro
Telefono 0421 396715
Email: sisp.portogruaro@ulss10.veneto.it

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