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Disturbi alimentari e del peso

Disturbi del comportamento alimentare e del peso

I disturbi alimentari e del peso (DCA), caratterizzati da un’alterazione del comportamento alimentare (anoressia, bulimia) e da una preoccupazione eccessiva per il peso e la forma del corpo, sono in relazione a profondi disagi psichici.
I DCA insorgono prevalentemente nell’adolescenza, periodo caratterizzato da importanti cambiamenti che riguardano il corpo, la modalità di relazione con i coetanei e la famiglia, la propria autonomia, e possono interferire gravemente con la realizzazione del proprio progetto di vita. L’età più a rischio è quella dai 15 ai 25 anni. Gli studi di prevalenza evidenziano come per la popolazione femminile giovanile la frequenza sia dello 0,3-0,8 % per l’anoressia, 0,5-1,5 % per la bulimia, 7% per i disturbi dell’alimentazione non altrimenti specificati. Colpiscono prevalentemente il sesso femminile con un rapporto femmine/maschi di circa 10-20/1.
All’inizio il comportamento alimentare alterato rappresenta spesso il tentativo di trovare una soluzione a un momento di difficoltà emotiva, attraverso il sentimento di maggior libertà, potenza e maggior autostima che deriva dalla decisione di modificare il proprio corpo secondo i propri ideali estetici. Questo periodo viene rapidamente sostituito da un vissuto di costrizione, in cui tutta la propria vita viene condizionata dai comportamenti alimentari: il pensiero del cibo e l’angoscia dell’aumento del peso occupano la mente per ore rendendo difficile lo studio, il lavoro, lo stare con gli amici ecc.
Al comportamento alterato si associa frequentemente insonnia, depressione dell’umore, instabilità emotiva, accentuazione del perfezionismo e comportamenti ossessivi. Le relazioni con gli altri diventano più difficili, ci si isola, non si va più a mangiare fuori con gli altri, né al cinema, per timore di dover poi recarsi al bar. I contatti con gli altri spesso si riducono, diventa sempre più forte il sentimento di solitudine e di incomprensione. Anche nella famiglia le relazioni tendono a diventare conflittuali sul comportamento alimentare e sul cibo. Tutto viene a ruotare attorno al comportamento alimentare e non si parla delle ansie, delle preoccupazioni e delle difficoltà emotive primitive e secondarie al disturbo.



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